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Iniziative a favore di bambini portatori di handicap

Inviato da Primocircolo [ Giovedì, 13 Maggio 2004 ]

Nella piena attuazione del processo di autonomia delle istituzioni scolastiche, il
I Circolo Didattico “De Amicis” si propone di contribuire a riqualificare l’esperienza pluriennale di integrazione degli alunni e delle alunne in situazione di handicap nelle classi ordinarie di ogni ordine e grado.

L’istituzione formativa e le professionalità ivi operanti si impegnano a garantire l’educazione e l’istruzione di tutti gli allievi, indipendentemente dalla tipologia e dalla gravità delle disabilità, portando al centro dell’attenzione i bisogni fondamentali della persona, delle famiglie, il contesto abituale di vita e le relazioni con gli Enti locali e il Servizio Sanitario Nazionale. Quest’ultimo ha l’obbligo di utilizzare le proprie competenze e le risorse al fine di rendere più attuabile possibile l’integrazione, nonostante l’esperienza ci insegni che non sempre è possibile realizzarla al meglio.
La scuola, al fine di concretizzare delle ipotesi di intervento e di raggiungere delle mete educative individualizzate, si propone di fare da regia per coordinare i vari supporti che provengono dall’ambito sanitario (assistenti sociali, neuropsichiatri, psicologi, operatori A.S.L. ), familiare e sociale (Equipe territoriali, associazioni ricreative e non).
Nel Circolo sono presenti diversi bambini in situazione di handicap, due iscritti nella Scuola dell’Infanzia e alla Scuola Elementare affiancati da insegnanti di sostegno a seconda del rapporto pedagogico.
A seconda delle esigenze personali, i bambini seguono l’orario normale o l’orario ridotto. Sono a loro disposizione: le classi di appartenenza, le aule di arricchimento variabili sulla base degli interventi, oltre che laboratori multimediali, manipolativi, grafico-pittorici, psicomotori.
Gli insegnanti sono concordi nel definire l’organizzazione metodologica attraverso la fase conoscitiva, di progettazione, elaborazione e verifica. Per raggiungere gli obiettivi si utilizzano materiali strutturati (software e giochi didattici, libri di testo semplificati, audiovisivi, materiale manipolativo…) e non strutturati (materiale di recupero e di facile reperimento).
Al fine di una integrazione proficua e di una ottimizzazione dell’attività educativo-didattica, i bambini sono protagonisti di progetti di musicoterapica, psicomotricità, attività manipolative, espressivo-corporee e comunicative.
L’integrazione prevede anche il coinvolgimento in visite guidate e viaggi di istruzione con accompagnatori specializzati.
Il territorio ( comuni, associazioni, A.S.L.), sensibilizzato nei confronti dei bambini e delle bambine diversamente abili, supporta l’istituzione didattica e la famiglia mettendo a disposizione le proprie risorse ( mezzi, strutture e personale), ne sono un esempio il servizio di trasporto scolastico, la realizzazione e il finanziamento dei progetti, l’abbattimento delle barriere architettoniche. Il lavoro in rete fra le istituzioni sarà monitorato con verifiche in itinere e al termine delle collaborazioni, affinché si contribuisca all’efficacia e all’efficienza del servizio.
L’integrazione scolastica degli alunni in situazione di handicap è possibile a condizione che sia garantita alla scuola una più agevole fruizione del servizio da parte delle Istituzioni.
La Regione, il Comune, l’Equipe territoriali devono collaborare in modo incisivo ed effettivo nella scuola.
La scuola deve collegarsi in rete con università statali e private, con enti ed associazioni o agenzie operanti sul territorio e non, che intendono dare il loro apporto alla realizzazione di specifici obiettivi.
Tali accordi o convenzioni devono essere depositate presso le segreterie delle scuole.
La scuola deve essere sostenuta dall’equipe medico-psico-pedagogica che s’impegna in base a tutti gli elementi in suo possesso a stilare, quanto prima, il profilo neuro-psicologico ed affettivo del singolo caso.
La scuola e l’ente locale devono lavorare in sinergia in un progetto comune, per il quale, dopo aver fatto l’analisi dei bisogni ed individuato le risorse, devono stabilire, come obiettivi, l’integrazione sociale ed il recupero scolastico attraverso servizi educativi, ricreativi e territoriali; la collaborazione fra insegnanti e ASL, assistenti sociali, volontariato sociale e educativo; attività ricreative estive; sostegno e coinvolgimento attivo delle famiglie; abbattimento delle barriere architettoniche; impiego di sussidi speciali.
Pertanto, il dipartimento propone di realizzare un laboratorio finalizzato allo sviluppo della senso-percettività e della psicomotricità nei plessi in cui sono presenti i casi più gravi.
Il gruppo di lavoro richiede, inoltre, che si prosegua per l’alunno affetto da “Autismo infantile” con l’intervento della dott.essa Campanella incrementando eventualmente l’orario e propone di estendere tale progetto agli alunni che presentano particolari gravità; auspica che i percorsi terapeutici- riabilitativi degli operatori sanitari siano effettuati possibilmente in orario antimeridiano nei plessi d’appartenenza del bambino al fine:
- di evitare allo stesso disagi di trasporto con conseguente dispersione di tempo;
- di facilitare una migliore integrazione evitando di sottrarre l’alunno dalla realtà scolastica;
- di non gravare le famiglie di ulteriori impegni.
Il gruppo si riserva, quindi, di presentare un progetto finalizzato all’individuazione e alla risoluzione dei problemi relativi all’integrazione dei portatori di handicap prevedendo il coinvolgimento delle insegnanti curricolari, delle insegnanti di sostegno, delle famiglie degli alunni e degli operatori dell’unità multidisciplinare.
Altresì il gruppo intende avvalersi delle competenze di volontari presenti nel territorio e in zone limitrofe.


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