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Documento
A scuola di... emozioni
Inviato da Casavola [ Giovedì, 29 Giugno 2006 ]Nell’ambito dell’Offerta Formativa Comunalela Scuola Secondaria di 1° Grado
“F. Casavola”
ha realizzato
il progetto
“A scuola di …..emozioni”
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Ecco che cosa ne pensano i ragazzi della classe 1^A……
Dipingere, saltare, dare libero sfogo alla fantasia…
Vi state chiedendo di che cosa stiamo parlando? Sicuramente di una nuova esperienza: il progetto “A scuola di …emozioni”, condotto dalle docenti di counselling M. Pascazio e M. Liberio, che ci hanno accompagnato nel nostro viaggio alla scoperta di noi stessi, tralasciando i nostri timori e le nostre timidezze.
Gli incontri sono stati cinque, durante i quali siamo passati dalla nostra presentazione, dalle nostre riflessioni verbali, all’espressione delle nostre emozioni anche attraverso il corpo.
Infatti, durante il primo incontro abbiamo ascoltato musica e danzato liberamente per tutto l’auditorium pensando ai colori suggeriti dalle melodie.
Successivamente abbiamo usato le spugne. Per quale motivo?
Impregnarle di colore: il blu, il verde, il giallo e il rosso per poter rappresentare i nostri stati d’animo.
Come poter dimenticare Valentina verde come uno dei personaggi tratti dai fumetti della Marvel?Il corpo ha avuto una parte determinante: noi siamo diventati “sculture corporee che abbiamo realizzato in gruppo dalle quali emergevano i nostri sentimenti più profondi.
Creare cartelloni con le stoffe è stato un momento emozionante perché sono emerse gioia, pace, paura e serenità.
Si è prodotta una grandissima confusione: stoffe che svolazzavano come farfalle colorate sui prati in primavera.Manipolare la creta è risultato straordinariamente creativo: qualcuno ha chiuso gli occhi e ha scaricato sulla creta le sue emozioni “positive” e “negative”, realizzando forme concrete e astratte. Una di queste si intitolava “Mare in tempesta e mare calmo”.
Bizzarri e divertenti i movimenti eseguiti senza le scarpe, per meglio avere contatto col pavimento e immaginare di scalare una montagna o attraversare un deserto.Siamo stati velocissimi nel passaggio di diversi cartelloni per costruire il sentimento della Pace.
E un attimo di sosta?
Sì, quando nell’ultimo incontro muniti di un materassino ciascuno, ci siamo sdraiati per creare il nostro cerchio della sicurezza, pensando a persone e momenti che ci infondevano fiducia.
Il nostro rilassamento si è concluso con la lettura da parte di una delle operatrici di una storia orientale, il cui finale dovevamo scoprire attraverso la nostra immaginazione.
Gigi che è stato il primo a parlare, ha subito dato la soluzione più convincente.
Qui si conclude il nostro gioco dove nessuno vince e nessuno perde, nessuno arriva per primo né per ultimo. E’ solo un’esperienza grazie alla quale abbiamo imparato a conoscere le nostre emozioni e viverle in modo nuovo.E’ importante quello che si dice e quello che si fa, ma è altrettanto importante, ciò che si sente e saperlo comunicare agli altri.
Senz’altro valeva la pena vivere tutto ciò!
Classe 1 A
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